Diamante Caprioli

La specialità dei Diamanti Caprioli

Diamante Caprioli

La storia di ogni diamante

Il diamante si forma nelle profondità della terra, nel mantello terrestre, dove le rocce fuse hanno movimenti convettivi lenti e perenni. Ad alta pressione e alta temperatura il carbonio cristallizza sotto forma di diamante, in una struttura cristallografica perfetta, in cui tutti gli atomi sono alla stessa distanza tra loro.
I diamanti grezzi possono essere estratti in giacitura primaria, in miniere originatesi dalla risalita in superficie delle rocce del mantello attraverso i camini kimberlitici, o in giacitura secondaria, sulle rive dei fiumi.

Diamante Caprioli

Il colore dei diamanti

Il valore del diamante nasce dall’analisi della pietra tagliata e si genera dalla combinazione di quattro fattori (detti 4 “C” perché in inglese iniziano con la lettera C).
Le 4 “C” sono Color, Clarity, Cut e Carat . Hanno tutte uguale dignità e importanza.
Il Color valuta la saturazione del colore. Viene espressa con una scala che va da D a Z.
Il gradino D indica assenza di colore percepibile dall’occhio umano.
Da D a Z la saturazione diviene sempre più evidente.
Quando il colore è di origine naturale e la saturazione molto intensa, si definiscono FANCY COLOR.
I colori G e H sono i più utilizzati in gioielleria e il confine tra i due gradini è percepibile solo a pietra smontata, osservata con una lampada standard e con delle master di confronto.

Diamante Caprioli

Il taglio dei diamanti

Il Cut si articola in tre giudizi.
Il primo analizza le proporzioni. Valuta il rapporto percentuale delle diverse parti del diamante tra loro. Le proporzioni ottimali massimizzano la brillantezza del diamante. Un diamante ben tagliato restituirà dalla tavola e dalla corona tutta la luce che lo colpisce. Ottime proporzioni possono migliorare anche di due gradini la percezione soggettiva del colore.
Il secondo è il giudizio sulla finitura e considera l’ultima parte del processo di taglio, quella che riguarda le superfici esterne della pietra.
La simmetria giudica la geometria generale.
La scala di giudizio di proporzioni, finitura e simmetria è:

Excellent
Very good
Good
Unusual

Il taglio più utilizzato è il taglio a brillante rotondo, inventato da Tolkowsky nel 1919.
Si tratta di un taglio a 57 o 58 faccette che si basa sul principio di ottimizzazione della brillantezza.
Il taglio a brillante rotondo è il più prezioso e permette di perdere, nella fase del taglio, la minor quantità di grezzo. Dalla sua modificazione di forma, ma non di struttura e proporzioni, nascono i tagli ovale, a cuore, e a marquise. Questi sono i cosiddetti tagli sfaccettati e sono caratterizzati da grande scintillio per il copioso numero di faccette dalle inclinazioni differenti, le une rispetto alle altre.
I tagli a gradini come il taglio a smeraldo (rettangolare ad angoli tronchi) sono caratterizzati dai lunghi spigoli delle facce, paralleli a coppie.
I tagli princess e radiant coniugano il vantaggio di un taglio sfaccettato con un perimetro di forma rettangolare o quadrato. Nel radiant si aggiunge l’eleganza antica degli angoli tronchi.

Diamante Caprioli

La purezza del diamante

Il Clarity esprime il grado di purezza di un diamante. Quantifica la quantità e la visibilità delle
inclusioni presenti all’interno della pietra. Viene osservata a diamante smontato con un lentino gemmologico a 10 ingrandimenti, da un operatore esperto.
Il giudizio viene espresso dalla scala:

IF assenza di inclusioni a 10 ingrandimenti


VVS (VVS1 e VVS2) caratteristiche interne piccolissime, molto difficili da identificare 10 ingrandimenti


VS (VS1 e VS2) caratteristiche interne molto piccole, difficili da identificare 10 ingrandimenti


SI (SI1 e SI2) caratteristiche interne piccole, facili da identificare 10 ingrandimenti


I (I1, I2, I3) caratteristiche visibili a occhio nudo

Diamante Caprioli

La provenienza del diamante Caprioli

PROVENIENZA ED ESTRAZIONE DEI DIAMANTI CAPRIOLI 1960
L’estrazione dei diamanti e il progetto Kimberly.
Tutti i gioielli hanno una storia alle spalle: non sempre riguarda la vita di chi li sceglie o li indossa. Ad esempio, può riferirsi alla loro provenienza. Da dove arrivano? Perché dovrebbe essere importante saperlo?
Caprioli 1960 impiega tempo, risorse ed energie nella ricerca dei diamanti giusti da proporre al pubblico.
Ormai è risaputo: spesso il rapporto che intercorre tra alcuni diamanti e i territori scossi dai conflitti militari è molto stretto. È senz’altro una questione di etica: quali sono le condizioni dei minatori e della gente che abita i paesi in cui i diamanti vengono estratti? A quale prezzo? Da qui nasce il progetto Kimberly alla fine degli anni Novanta: tracciare il percorso di questi diamanti, evitando di alimentare o finanziare insurrezioni, diventa un’esigenza indispensabile per l’azienda. Di conseguenza, sensibilizzare i consumatori in merito ai “Diamanti Insanguinati” (o “Diamanti di Sangue”) e dimostrarsi contro le ingiustizie sociali sono due degli obiettivi primari di Caprioli 1960.

Il concetto di trasparenza si trasforma in una prerogativa essenziale per qualsiasi brand che si rispetti. Il minimo indispensabile da garantire al cliente. E, affinché quest’ultimo possa davvero fidarsi del processo di vendita, è necessario che le caratteristiche dei diamanti siano chiare, precise e scritte nero su bianco. L’intenzione primaria resta quella di difendere i diritti umani di ciascun civile, oltre che le aree a rischio da un punto di vista ecologico: da adesso in avanti sostenibilità, autenticità ed etica sono le parole-chiave che devono caratterizzare l’intera filiera dei diamanti.

Da dove nasce il Progetto Kimberly

L’estrazione dei diamanti Caprioli 1960 è etica e lecita

Caprioli 1960 acquista i suoi diamanti direttamente alla fonte, in tutto il mondo. Di conseguenza, sa che la loro provenienza è lecita e che il loro commercio non alimenta conflitti armati, né azioni militari contro la popolazione civile in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
L’azienda compra diamanti esclusivamente dai paesi che aderiscono al Kimberly Process Scheme: non a caso il passaporto con cui essi vengono venduti ne attesta la qualità e la provenienza.
Artigiani, dipendenti, collaboratori e rivenditori sono il collante che tiene unito il brand, permettendogli di crescere ed emergere sul mercato, tutelando e sostenendo sempre le condizioni lavorative e la dignità umana.

La certificazione IGI: indispensabile per attestare la provenienza e l’estrazione dei diamanti
Una certificazione dell’IGI (International Gemological Institute) accompagna tutti i gioielli di Caprioli 1960. La certificazione IGI consiste in una card con un codice identificativo, una foto e la descrizione dettagliata del singolo gioiello. Include informazioni relative ai diamanti, come taglio, carati, colore e purezza. I dati sono custoditi in un archivio digitale, gestito dall’International Gemological Institute, e al quale è possibile accedere in qualsiasi momento.

Diamante Caprioli

Il passaporto

IL CERTIFICATO DI UN DIAMANTE: QUAL È LA SUA FUNZIONE?
Certificato e passaporto del diamante: i vantaggi offerti da Caprioli 1960
Una forte passione per i diamanti è ciò che lega l’azienda ai propri acquirenti. Caprioli 1960 accoglie chiunque desideri far parte della famiglia ed è attento alle esigenze specifiche dei clienti, in modo da soddisfarle e, in particolare, proporre nuove creazioni all’avanguardia.
Per garantire un’esperienza di acquisto che vada oltre il momento in cui il gioiello lascia il negozio, il brand fornisce al consumatore finale:

Una certificazione IGI
Una garanzia
Dei prodotti per la cura e la manutenzione dei gioielli, così da rendere duratura la loro • bellezza

Caprioli 1960 offre gioielli con diamanti di alta qualità, ciascuno con una storia alle spalle e un passaporto che ne certifica la provenienza e le caratteristiche che lo rendono unico. Esso riporta le informazioni principali sul gioiello: l’origine, il tipo di lavorazione, i valori corrispondenti alle 4C e il numero di serie.